·

Storie degli Altri è stata selezionata con menzione speciale da

·

Storie degli Altri è stata selezionata con menzione speciale da

·

Storie degli Altri è stata selezionata con menzione speciale da

·

Storie degli Altri è stata selezionata con menzione speciale da

·

Storie degli Altri è stata selezionata con menzione speciale da

·

Storie degli Altri è stata selezionata con menzione speciale da

Lei è
Simone

wolford

Perché fu radiata a vita dall’università?

Lei è Simone. Nasce a Parigi nel 1908. La sua famiglia appartiene all’alta borghesia. Simone muove i primi passi tra balli e picnic sul fiume, poi scopre il significato della parola bancarotta. L’armadio si svuota, le resta un solo vestito, che la madre rammenda all’infinito. Inizia la scuola. Simone osserva la sua vicina di banco. Abiti bianchi, capelli perfetti, schiena dritta, una vera signorina. L’altra si gira, le fa la linguaccia. Simone scoppia a ridere. Come ti chiami? Elisabeth, ma per te sono Zazà. Simone e Zazà crescono tenendosi per mano. Simone è un’adolescente tranquilla, tutta casa e chiesa, come vogliono i genitori, Zazà è di un’altra pasta. Bella, intelligente, indipendente. Parla di qualsiasi argomento, compresi gli uomini. E un bel giorno le dice che si è innamorata. Simone si scopre gelosa. Non vorrebbe dividere Zazà con nessuno, ma non può farci nulla. Mentre l’amica si gode il primo amore, Simone si butta nello studio. Ha ottimi voti, viene ammessa alla Sorbona. È il 1929. Simone ha 21 anni. Riceve una lettera dalla madre. La tua amica Zazà è stata trovata nuda nel bosco in preda al delirio, è morta per un’encefalite. L’innamorato le aveva dato il benservito, perché non era all’altezza della sua famiglia altolocata. Simone è sopraffatta dal dolore, e da un sentimento nuovo. Rabbia. Inizia a disprezzare la borghesia e i suoi dogmi. Giura a se stessa che non permetterà mai più a nessuno di tenerla prigioniera dentro un castello di ipocrisie. Si ribella ai genitori, abbandona la religione, insegna filosofia. Tra i corridoi dell’università conosce Jean-Paul Sartre. Si stimano, si amano, rifiutano il matrimonio, la loro unione è basata su una sola regola, la sincerità. Simone de Beauvoir scrive racconti, redige un manifesto a favore dell’aborto, marcia con il movimento femminista. Passa la vita a cercare di mettere nero su bianco l’amore per l’amica. Ci riesce nel libro Le inseparabili. Cara Zazà, mi hai aiutata a trovare me stessa, spero di averti reso giustizia.