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Lei è
Francesca

Lei è Francesca. Ha 35 anni, vive a Tivoli, nel Lazio. È il 2018. Francesca è in macchina con un’amica, chiacchiera, d’improvviso sente una fitta alla testa. Si ricorda che non ha fatto colazione, prende una mela, la addenta. Guarda l’amica. La sta fissando. Sembra preoccupata. Francesca la vede muovere le labbra, ma la sua voce le arriva ovattata. Si sente strana. Chiude gli occhi. Li riapre. Che cosa è successo? Si trova in ospedale, è attorniata da diversi medici, la stanno osservando, parlano. Lei capisce solo alcune parole. Tac. Risonanza. La infilano dentro una capsula, percepisce degli strani rumori, fastidiosi. Poi la riportano a letto. È confusa, perde il senso del tempo, cerca di dormire, qualcuno la scuote. È un dottore. Signorina, ha un angioma all’emisfero destro del cervello, ma stia tranquilla, non è grave. Francesca annuisce. Non è grave. Se lo dice lui. Resta a letto per dieci giorni, poco alla volta recupera lucidità, realizza l’accaduto. E ha paura. Davvero non è nulla? I medici non si sbilanciano. Bisogna aspettare l’esito degli esami, intanto può tornare a casa. Passa qualche giorno. Francesca è in macchina, squilla il telefono, è l’ospedale. Signorina, l’angioma è un tumore, sembra benigno, ma va tolto subito. Francesca torna a casa, si butta tra le braccia del compagno, è disperata. Morirò! Gabriele la guarda negli occhi. Amore, non pensarci nemmeno, io ho voglio invecchiare con te, su questo non transigo. Francesca si aggrappa a quelle parole, ci crede, le fa sue. Sono più forti della paura. È il giorno dell’operazione. Prima di entrare in sala, riceve una chiamata dalla sorella. Chicca, una colomba si è appena posata sulla finestra, dammi della stupida, ma è qui per te. Francesca chiude gli occhi, immagina la sue piume bianche. Si sveglia, afferra il braccio del medico. Sta sorridendo. Signorina, è andata tutto bene. Passa qualche giorno. Francesca torna a casa, la colomba è ancora lì, non si è mossa. Squilla il telefono. È l’ospedale. Sono arrivati i risultati della risonanza. È guarita. Francesca piange, ride, urla. Ha una voglia matta di vivere. Guarda verso finestra. La colomba apre le ali e spicca il volo.

LA STORIA CONTINUA

Oggi Francesca sente ancora la paura di quel giorno, le ha cambiato la mia vita, nel bene e nel male. Se ripensa a quell’esperienza le viene sempre un brivido, come se le tremasse la terra sotto i piedi.